Osservatorio sullo stato di salute del Golfo di Levanto - stato e prospettive
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Osservatorio sullo stato di salute del Golfo di Levanto – stato e prospettive

NOVITÀ | AVANZAMENTO LAVORI

Riunione operativa | 20 maggio 2016
REPORT TECNICO & INFORMAZIONI

7 MAGGIO 2016 – PRIMO INCONTRO PUBBLICO

 

Lo stato di salute del Golfo di Levanto: a seguito dell’incontro pubblico che si è tenuto a Levanto il 7 maggio scorso presso l’Ospitalia del Mare, ecco quanto è emerso dal dibattito.

 

Introduzione di Laura Canale

I cittadini si pongono delle domande, in particolare e solo per semplificare, sull’insabbiamento a levante e sull’intorbidamento delle acque a ponente, cui è sembrato doveroso fornire risposte.
L’allungamento di 18 o 25 metri del pennello alla pietra dei primi anni del duemila, richiesto e realizzato dalle opere marittime – oggi non più esistente in quanto tale, ma riversato nell’ufficio opere pubbliche – a salvaguardia delle barche e dell’abitato della pietra, ha certamente influito sull’insabbiamento aumentato da allora ad oggi, con ogni probabilità unitamente all’attività delle correnti marine. La capitaneria di porti di La Spezia ci ha fornito il documento ufficiale che fa risalire il progetto del pennello della pietra come é oggi al 1979 (carta delle consegna ex art. 34)
A ponente risulta evidente l’inquinamento visivo delle acque, dovuto presumibilmente allo stato sabbioso o terroso del fondale ed al moto ondoso.
Tutto ciò premesso, poiché Levanto vive di un turismo balneare rilevante – da anni si rende necessario il dragaggio per consentire l’attracco dei traghetti – in vista dell’entrata in funzione del depuratore – l’unico la cui realizzazione è riuscita negli ultimi anni  in Liguria – è risultato opportuno organizzare un dibattito pubblico aperto e sereno per esaminare la situazione generale, alla luce di dati e di monitoraggi sullo stato di salute del golfo per informare i cittadini e discutere le prospettive di miglioramento e/o soluzione dei problemi evidenziati, la loro fattibilità e necessità di aggiornamento o approfondimenti, i costi.
Appare chiaro a tutti come in oggi le soluzioni tecnicamente abbiano innovazioni e tecnologie maggiori e più performanti rispetto al passato ma che vada effettuata una accurata analisi di impatto e di costi/benefici, metodo che probabilmente in passato non è stato oggetto di attenzione.
Comune di Levanto, Regione Liguria, Arpal, Capitaneria di porto, CNR e Università, Distretto delle Tecnologie del Mare ed Enea possono tracciare un quadro, illustrato da materiale fotografico che testimoni l’evoluzione dello stato del golfo e delle sue spiagge, con dati e risultanze di monitoraggi nell’ultimo decennio e prospettive d miglioramento o soluzioni.
Ingegneri e tecnici forniranno il loro parere sugli studi effettuati. I cittadini interverranno con domande cui i relatori risponderanno o si impegneranno a rispondere. Le Officine del Levante organizzano unitamente all’Amministrazione comunale questo dibattito pubblico, avendo la disponibilità alla partecipazione delle istituzioni e dei tecnici citati.

Saluti dell’amministrazione pubblica
A cura del Sindaco di Levanto, Ilario Agata

Testimonia dell’impegno, ma non dell’infallibilità, dell’amministrazione nei diversi problemi da affrontare, nonostante le difficoltà finanziarie ed amministrative. L’equilibrio nella presa delle decisioni può essere considerato un ostacolo, ma è pur sempre una realtà con cui fare sempre i conti.  Sul tema del Golfo di Levanto ritiene l’occasione opportuna ed utile per poter migliorare ed intervenire sulla base di conoscenze tecniche ed opportunità che scaturiranno nel corso del dibattito.  Il depuratore tra poco in funzione, la possibile bandiera blu e l’ingresso nel club delle vele, con tutto l’impegno profuso, sono una testimonianza, piccola ma significativa della volontà del Comune in direzione della consapevolezza dei temi ambientali in favore della salute e dell’economia turistico balneare ma non solo.

L’insabbiamento a Levante e l’erosione a ponente nonché l’inquinamento visivo, a volte presente, debbono essere considerati come un danno per gli uni ed un’opportunità per gli altri

Granelli di sabbia al microscopio

Questo viene anche testimoniato da chi amministrava all’epoca, consenziente rispetto al rafforzamento del pennello delle pietra e non consapevole dei problemi che avrebbe potuto e che ha oggettivamente prodotto.

 

PRIMA CONCLUSIONE
(in seguito più volte riconfermata)

Ogni intervento in mare provoca modifiche all’eco sistema, i pennelli in particolare. Nel golfo di Levanto tutti i pennelli hanno influito non solo quello della Pietra, il cui progetto risale al 1979, nel 2005 ci fu da parte delle opere marittime un allungamento di circa un decimo per costruire la cosiddetta testa, che doveva dare stabilità ai 120 metri del pennello.

adeguamento pennello La Pietra Levanto
pennello

Intervento di ARPAL LA SPEZIA – A cura della direttrice Fabrizia Colonna

Fornisce non solo i dati del monitoraggio sulla qualità delle acque nel golfo di Levanto, ma anche come e quando si raccolgono i dati, dove si trovano e quali ne sono i metodi, invitando a consultare il sito ARPAL.

La prateria di posidonia non si trova nella zona della pietra ove ne esistevano alcune macchie, oggi non più presenti probabilmente a causa della sabbia.

Pur se alcuni non ritengono interessarsi al tema della qualità delle acque per la balneazione ma solo all’insabbiamento e/o all’inquinamento visivo, si ritiene che sia importante fornire un quadro completo sullo stato di salute del golfo attraverso i dati del monitoraggio e il posizionamento della posidonia, che ne costituisce un marcatore. Ne risulta un quadro non negativo anche per l’assenza di fenomeni nocivi come l’ostreopsis.

 

 

SECONDA CONCLUSIONE

Lo stato di salute delle acque è da considerarsi positivo ai controlli di monitoraggio. La prateria di posidonia si trova a ponente, non ha subito dai dati di monitoraggio 2008 2011 e 2014 modifiche negative significative, il prossimo monitoraggio attraverso i punti di osservazione (uno posizionato alla pietra) fornirà dati aggiornati nel 2017

Intervento del DISTRETTO LIGURE DELLE TECNOLOGIE DEL MARE E PROGETTO OVMETER

A cura di: Mascha Stroobant (DLTM), Maura Mazzarello, Ennio Ottaviani (OnAIR Srl), Mariachiara Chiantore (UniGE DISTAV), Andrea Pedroncini (DHI Italia), Ilaria Mainenti (Gruppo SIGLA Srl), Alessandro Lugli (Sitem Srl).

Il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine (DLTM) con sede alla Spezia è un organismo che rende possibile l’incontro tra imprese, università ed enti di ricerca del territorio ligure, per favorire la condivisione di conoscenze, la ricerca di fondi per realizzare progetti di ricerca, innovazione e formazione comuni legati alle tecnologie marine e al monitoraggio ambientale, tra cui appunto il progetto OVmeter. Ovmeter vede un partnerariato di Enti di Ricerca (CNR – IBF), Università (Università di Genova – DISTAV) e Piccole Medie Imprese (OnAIR Srl, Sitem Srl, DHI Italia, Gruppo SIGLA Srl) e riguarda l’automazione del processo di monitoraggio delle fioriture della microalga tossica Ostreopsis ovata, svolto oggi da ARPAL in base ad un apposito protocollo.

Ovmeter ha creato un servizio per la cittadinanza e per l’economia connessa all’utilizzo balneare della costa, alla pesca ed all’acquacoltura con la realizzazione di: 1) un prototipo innovativo per il conteggio automatico per valutare velocemente la concentrazione di microalghe, permettendo di aumentare i punti e la frequenza dei campionamenti; 2) un servizio previsionale delle possibili fioriture su un arco di costa ligure scelto per lo studio (Genova Levante e Tigullio), facilmente accessibile tramite un apposito portale web.

 

 

TERZA CONCLUSIONE

Per prevenire rischi occorre rigore scientifico e finanziamenti ad hoc cui la partnership pubblico privata di DLTM può candidarsi con un progetto a valere sui programmi esistenti

Intervento di Enea, Regione Liguria, Università di Pisa, Università di Parma e Università di Southampton
A cura di Lisa Zoia

L’illustrazione della tesi di master, con l’apporto di tre università, regione ed enea come correlatori, apporta conoscenze essendo frutto di studio al 2011, con una analisi dell’evoluzione storica dello stato complessivo delle spiagge di Levanto e della situazione di cinque anni fa.

 

 

QUARTA CONCLUSIONE

L’evoluzione storica anche per immagini è dato di base fondamentale a qualunque intervento che si voglia efficace e produttivo di risultati senza creare danni ulteriori altrove.

Intervento Università di Genova – DISTAV e CNR
A cura di Luigi Mucerino e Alessandro Benedetti

 

In considerazione della specializzazione sui problemi dell’insabbiamento nelle nostre coste e dell’istituzione e del dipartimento di Ingegneria di riferimento, il focus sulle cause della situazione del golfo di Levanto è stato particolarmente pertinente, ben illustrato ed interessante per contenuti e prospettive. I pennelli, tutti, le correnti e l’incidenza nel tempo dei primi sulle seconde, portano come conseguenza la necessità di fare il punto della situazione del golfo con una osservazione dei moti ondosi per un tempo limitato per poter disporre della conoscenza sufficiente per fare interventi mirati. Molte spiagge italiane sono state così studiate e i relativi problemi affrontati con metodi scientifici analoghi a quelli che potrebbero essere utilizzati a Levanto. Potrebbe essere oggetto di una tesi.

 

 

QUINTA CONCLUSIONE

Un’osservazione, seppur limitata nel tempo, risulta fondamentale sull’intero golfo e deve essere fondata su dati ed immagini esistenti concernenti un periodo medio lungo purché significativo

Intervento REGIONE LIGURIA ECOSITEMA COSTIERO
A cura di Carlo Cavallo

 

Fatte alcune doverose premesse a partire dalla inesistenza delle spiagge prima della costruzione della ferrovia, sul reale significato di difesa della costa e sulla stretta correlazione di un intervento dell’uomo, seppure parziale, sull’intero ecosistema del golfo, sono state illustrate alcune soluzioni possibili con l’indicazione dei costi previsionali, vantaggi e vantaggi.

 

 

CONCLUSIONI

Entro il mese di maggio sarà convocata una riunione dei tecnici DLTM, DISTAV, Capitaneria, ARPAL, ENEA, CNR e Regione presso l’amministrazione comunale e Officine del Levante per esaminare nel dettaglio tutte le ipotesi, di osservazione e monitoraggio, strutturali e parziali per il dragaggio e la sorbonatura, sul ripascimento, sui mutamenti dei pennelli, valutando nuove tecnologie, costi, vantaggi e svantaggi, finalizzata all’adozione di misure di intervento progettuale. Dei risultati verrà informata la cittadinanza.

Date

9 maggio 2016

Category

Recupero del paesaggio, Turismo sostenibile

Tags
Balneazione, Golfo di Levanto, Posidonia