Maria Linda detta Malì - Officine del Levante
22018
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racconto - marialinda

Maria Linda detta Malì

Non si può dire che non sia una donna di polso, con un piglio quasi militaresco, oggi tutto dedicato alla cultura. Con volontà e competenza, porta avanti con sapienza il festival Amfiteatrof dal 2000, con la consulenza artistica di pregio del Maestro Mezzanotte, dopo l’esperienza di un piccolo festival di musica sacra.

Gestisce anche, con la stessa puntigliosità e precisione con cui l’ha realizzata, la Madonnetta, struttura ricettiva di gran classe.

Non si è mai tirata indietro rispetto all’apprendimento, ha frequentato corsi per imparare i diversi mestieri che ha esercitato ed esercita.

La famiglia ha tre rami: i Bianchi di Cogoleto, i Facchini-Pizzardi, di questi ultimi probabili tracce dal ‘500 a Genova ed i primi, da Bologna a Levanto da metà ottocento per la costruzione della ferrovia Sestri Spezia. Quando Levanto ottenne l’autonomia dal capitanato di Genova, molte famiglie importanti vennero a Levanto con il Capitano del popolo intorno al 1637, con ogni probabilità in ragione della posizione strategica per i commerci. E ciò potrebbe giustificare la maestosità di alcuni palazzi, come Fontana, Tagliacarne e Imperiale-Lercari.

Levanto/genovese, da parte di madre, Facchini/Pizzardi, come si è detto, con il padre Bianchi di Cogoleto, dove per anni ha amministrato la struttura manicomiale. Le due famiglie hanno avuto tre Sindaci, due a Levanto, uno a Cogoleto.

A Levanto, ove avevano terre, hanno sempre trascorso le vacanze e vi si stabilirono, lasciando Cogoleto in tempo di guerra, fino al 1958 e poi, ininterrottamente, dal 1985, ove la Mamma, assistita nella malattia con dedizione per molti anni, poteva vivere in modo migliore che non nella metropoli, con i vantaggi del paese, dove ancora la solidarietà era presente.

Per una decina di anni, pertanto, pendolare su Genova dove, non avendo fatto studi giuridici come il fratello maggiore, con la laurea in economia si è occupata con passione di diritto tributario presso studi di commercialisti.

La Madonnetta fu acquisita dal bisnonno Massimo Facchini dall’ultimo erede Corradi, insegnante a Napoli, con tradizione storica levantese; la leggenda vuole che di ritorno da Roma dall’attribuzione papale ad Ottone IV del titolo di imperatore del sacro romano impero i Corradi di Gonzaga, che lo avevano ospitato a Gonzaga nel viaggio di andata verso Roma, si fermarono a Levanto, “al di là del monte”.

Grande sportiva e ancora oggi grande camminatrice – da via Garibaldi, ove abita nella casa che fu di Vinzoni, alla Madonnetta tutti i giorni a piedi – ha vissuto la Levanto dell’epoca d’oro, con molti compagni di baldoria, sulla spiaggia, con lo sport, con le serate tra amici.

Conosce tutti e tutti la conoscono, anche per il suo forte carattere e “porta” la sua levantesitudine con orgoglio e spirito critico.

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